sabato 11 giugno 2011

Presentazione

  
Agosto 1989, compiuti da poco trentasette anni, brillante venditore di auto e promettente Judoka, nel pieno della vita con il futuro davvero assicurato, conosciuto e stimato da tutti chiacchierato ma invidiato.
I pettegoli mi descrivevano con belle auto e belle donne ma la mia vera passione erano le moto.

Atletico, occhi grigioverde, buona posizione sociale, incensurato, grande lavoratore, insomma... il classico ritratto dell'assassino.


Sono passati ventidue anni da quando mi arrestarono con l'accusa di Omicidio Preterintenzionale e le cose sono "un pochino" cambiate, ora assomiglio più a quei vecchi leoni stanchi, semi sdentati, nascondo senza risultato i segni di una sopravvivenza sofferta, combattuta. 
Morta e sepolta l’autostima mi sento come uno Zombie, i miei alterni stati d'animo mi trascinano in una realtà dove non vedo un livello sociale in cui possa identificarmi.


La serie di vicissitudini giudiziarie che si sono succedute dopo quell'arresto, hanno fatto di me un ibrido, non sono una persona "normale", un "regolare" come si dice nel gergo della malavita, non sono nemmeno un "criminale", né colpevole né innocente, né morto né vivo, devo fare il contorsionista in una realtà che non mi ha previsto come figura, privato dei diritti civili da più di venti anni, sono come una foglia al vento.
Fuori dalle quattro mura di casa, sento di rappresentare il nulla! Unico riferimento, la mia meravigliosa famiglia.


Vivo senza futuro con il passato che spadroneggia nel presente, mi è impossibile fare qualsiasi progetto; anche i miei occhi non sono più gli stessi, si sono spenti nel grigiore della quotidianità di una vita disastrata, passata attraverso il tritacarne giudiziario prima e l'isolamento sociale poi.
Molti hanno ricominciato da zero ma il problema non è da "dove", ma "quando" si ricomincia.


Doverlo fare per l'ennesima volta, alla mia età (59) e con toda la Mierda che mi trascino dietro, non è per niente facile, anzi, è praticamente impossibile.
"Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita", narrava Dante nel suo Inferno, nel mio non c'è nulla di poetico, nel mezzo del cammino della vita mi ritrovai in una tempesta infernale, inghiottito dall'universo contorto, indefinito e indefinibile della (impropriamente detta) Giustizia, in balia dei démoni che la manipolano e utilizzano per tornaconto personale, in dispregio dei suoi principi e valori. 
Un mostro dai mille tentacoli camuffati da articoli del codice, i commi, i bis i tris, full i poker e la TOMBOLA! Meccanismi irreversibili, strumenti di distruzione psicofisica.

La Gogna







giovedì 9 giugno 2011